Apostoli della Divina Misericordia

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Apostoli della Divina Misericordia con Maria Regina della pace

SINTESI CCC - SCHEDA 2_6

L'Ordine
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SINTESI CATECHISMO della CHIESA CATTOLICA

PARTE SECONDA "L'ECONOMIA SACRAMENTALE".


SCHEDA 2_6 = L’ORDINE

 

Premessa: battesimo, eucaristia e confermazione sono i sacramenti dell’iniziazione; due altri sacramenti, l’ordine e il matrimonio, sono ordinati alla salvezza altrui. In questi sacramenti, coloro che sono stati già consacrati mediante il battesimo e la confermazione possono ricevere consacrazioni particolari: nell’Ordine sono consacrati per essere posti, in nome di Cristo, a pascere la Chiesa con la parola e la grazia di Dio.

L’Ordine è il sacramento grazie al quale la missione affidata da Cristo ai suoi apostoli continua ad essere esercitata nella Chiesa; comporta tre gradi: episcopato, presbiterato, diaconato.

 

Perché l’Ordine: nell’antichità romana designava corpi costituiti in senso civile; “ordinazione” indicava l’integrazione in un Ordo. L’integrazione avveniva mediante la ordinatio, atto religioso e liturgico che consisteva in una consacrazione; è un dono dello Spirito Santo che permette di esercitare una potestà sacra. L’ordinazione è chiamata anche consacrazione poiché è una separazione e una investitura di Cristo stesso per la sua Chiesa.

 

Nell’Antica Alleanza: il popolo eletto era un “regno di sacerdoti”. Dio scelse tuttavia una tribù fra le dodici, quella di Levi, riservandola per il servizio liturgico. Tale sacerdozio resta tuttavia impotente a operare la salvezza, avendo bisogno di offrire continuamente sacrifici. La liturgia della Chiesa vede tuttavia nel sacerdozio di Aronne una prefigurazione del ministero ordinato nella Nuova Alleanza.

 

L’unico sacerdozio di Cristo: il sacrificio redentore di Cristo è unico, compiuto una volta per tutte. È reso presente nel sacrifico eucaristico della Chiesa, dal sacerdozio ministeriale. Solo Cristo è il vero sacerdote: gli altri sono ministri.

 

Due partecipazioni all’unico sacerdozio di Cristo:il sacerdozio ministeriale e il sacerdozio comune di tutti i fedeli – anche se l’uno e l’altro partecipano all’unico sacerdozio di Cristo – differiscono: mentre il sacerdozio comune dei fedeli si realizza nello sviluppo della grazia battesimale, il sacerdozio ministeriale è al servizio del sacerdozio comune.

 

In persona di Cristo capo: il sacerdote agisce in “persona di Cristo Capo”. Attraverso il ministero ordinato, la presenza di Cristo quale capo della Chiesa è resa visibile in mezzo alla comunità dei credenti. Questa presenza di Cristo nel ministro non deve essere intesa come se costui fosse premunito contro ogni debolezza umana: anche i ministri sacri hanno il loro cammino di conversione.

 

A nome di tutta la Chiesa: il sacerdozio ministeriale agisce anche a nome di tutta la Chiesa allorché presenta a Dio la preghiera della Chiesa e soprattutto quando offre il sacrificio eucaristico.

 

I tre gradi: la dottrina cattolica insegna che i gradi di partecipazione sacerdotale (episcopato e presbiterato) e il grado di servizio (diaconato) sono tutti e tre conferiti da un atto sacramentale chiamato “ordinazione”.

Ordinazione episcopale: è quella che viene chiamata sommo sacerdozio, vertice del sacro ministero. Ogni vescovo ha l’ufficio pastorale della Chiesa particolare, ma nello stesso tempo porta la sollecitudine per tutte le chiese. Quanto è stato detto spiega perché l’Eucaristia celebrata dal Vescovo ha un significato tutto speciale.

Ordinazione presbiterale: i presbiteri, pur non possedendo il vertice del sacerdozio, sono tuttavia consacrati a predicare il vangelo, a pascere i fedeli e a celebrare il culto divino. I presbiteri costituiscono con il Vescovo un unico presbiterio. La promessa di obbedienza che fanno al Vescovo al termine della liturgia dell’ordinazione e il bacio di pace al vescovo significano che il vescovo li considera come suoi collaboratori, suoi figli, suoi fratelli e amici che in cambio gli devono amore e obbedienza. I presbiteri sono fra loro uniti da intima fraternità sacerdotale.

Ordinazione diaconale: i diaconi partecipano in maniera particolare alla missione e alla grazia di Cristo, il quale si è fatto “diacono”, cioè servo di tutti. Compete, tra l’altro, ai diaconi, assistere il vescovo ei presbiteri nella celebrazione dei divini misteri, soprattutto nell’Eucaristia, distribuirla, assistere e benedire il matrimonio, proclamare il Vangelo  e predicare, presiedere ai funerali e dedicarsi ai vari servizi della carità.

 

 

La celebrazione: richiede il maggior numero possibile di fedeli, preferibilmente la domenica e nella cattedrale, con quella solennità che si addice alla circostanza.

Il rito essenziale è costituito dall’imposizione delle mani e dalla specifica preghiera consacratoria.

Accompagnano la celebrazione alcuni riti annessi: oltre a presentazione ed elezione, che attestano che la scelta del candidato è stata fatta in conformità con la prassi della Chiesa, per vescovo e presbitero c’è l’unzione col crisma; al Vescovo la consegna di vangeli, anello, mitra e pastorale come segno della sua missione apostolica; al sacerdote patena e calice per l’offerta del popolo cristiano; al diacono il libro del vangelo per annunziare il vangelo di Cristo.

 

Chi può conferirlo: spetta ai Vescovi, in quanto successori degli apostoli, trasmettere questo “dono dello Spirito”. I vescovi validamente ordinati conferiscono validamente i tre gradi dell’ordine.

 

Chi può riceverlo: il battezzato di sesso maschile. Il Signore Gesù ha scelto uomini per formare il collegio degli apostoli, ed essi hanno fatto lo stesso quando hanno scelto i loro collaboratori. La Chiesa si riconosce vincolata da questa scelta fatta dal Signore stesso. Per questo motivo, l’ordinazione delle donne non è possibile[1]. Nessuno, poi, ha diritto a ricevere il sacramento dell’ordine: chi crede di riconoscere i segni della chiamata di Dio, deve sottomettere il proprio desiderio all’autorità della Chiesa.

Tutti i ministri ordinati dalla Chiesa latina, ad eccezione dei diaconi permanenti, sono normalmente scelti tra gli uomini che intendono conservare il celibato per il regno dei cieli.

 

Effetti del sacramento: anzitutto il carattere indelebile perché configura a Cristo in forza di una grazia speciale dello Spirito Santo. Tale carattere spirituale indelebile, non può essere ripetuto né essere conferito per un tempo limitato. Poiché in definitiva è Cristo che agisce e opera, l’indegnità del ministro ordinato non impedisce a Cristo di agire. Altro effetto è la grazia dello Spirito Santo: per il Vescovo è anzitutto grazia di fortezza, grazia di guidare e difendere come padre e pastore, come anche per i presbiteri. Quanto ai diaconi, la grazia li sostiene nel ministero della liturgia, della Parola e della carità.


 


[1] Cf. G. P. II, Mulieris dignitatem, 26-27.

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