Apostoli della Divina Misericordia

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Apostoli della Divina Misericordia con Maria Regina della pace

SINTESI CCC - SCHEDA 2_3

L'Eucaristia
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SINTESI CATECHISMO della CHIESA CATTOLICA

PARTE SECONDA "L'ECONOMIA SACRAMENTALE".


SCHEDA 2_3 = L’EUCARISTIA

 

La Santa Eucaristia completa l’iniziazione cristiana: «Il nostro Salvatore nell'ultima Cena, la notte in cui veniva tradito, istituì il sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, col quale perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della croce.

 

Fonte e culmine: l’eucaristia è fonte e culmine della vita cristiana, cioè perché tutti i sacramenti, i ministeri ecclesiastici e le opere di apostolato sono strettamente uniti ad essa, perché nella Santissima Eucaristia è racchiuso Cristo stesso, nostra Pasqua. Infine, mediante la celebrazione eucaristica ci uniamo alla liturgia del cielo.

 

Come si chiama questo sacramento? In diversi modi:

-          Eucaristia: perché rendimento di grazie a Dio;

-          Cena del Signore: perché si tratta della Cena che il Signore ha consumato con i suoi discepoli alla vigilia della sua passione;

-          Frazione del pane: perché questo rito è stato utilizzato quando Gesù benediceva e distribuiva il pane e il vino, soprattutto durante l’ultima cena;

-          Assemblea eucaristica: in quanto viene celebrata nell’assemblea dei fedeli;

-          Memoriale: della passione e morte del Signore;

-          Santo Sacrificio: perché attualizza l’unico sacrificio di Cristo;

-          Santa e divina Liturgia: perché tutta la liturgia della Chiesa trova il suo centro nella celebrazione di questo sacramento; si parla anche di santissimo sacramento, in quanto costituisce il sacramento dei sacramenti;

-          Comunione: perché mediante questo sacramento ci uniamo a Cristo;

-          Santa messa: perché la liturgia si conclude con l’invio dei fedeli.

 

 

I segni del pane e del vino: Al centro della celebrazione dell'Eucaristia si trovano il pane e il vino i quali, per le parole di Cristo e per l'invocazione dello Spirito Santo, diventano il Corpo e il Sangue di Cristo. Fedele al comando del Signore, la Chiesa continua a fare, in memoria di lui, fino al suo glorioso ritorno, ciò che egli ha fatto la vigilia della sua Passione. Nell'Antica Alleanza il pane e il vino sono offerti in segno di riconoscenza al Creatore. Ma ricevono anche un nuovo significato nel contesto dell'Esodo: i pani azzimi, che Israele mangia ogni anno a Pasqua, commemorano la fretta della partenza liberatrice dall'Egitto. Il «calice della benedizione» (1 Cor 10,16) aggiunge alla gioia festiva del vino una dimensione escatologica, quella dell'attesa messianica della restaurazione di Gerusalemme. Gesù ha istituito il sacramento dell’Eucaristia dando un significato nuovo e definitivo alla benedizione del pane e del vino: il primo annunzio dell'Eucaristia ha provocato una divisione tra i discepoli, così come l'annunzio della Passione li ha scandalizzati: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?» (Gv 6,60). L'Eucaristia e la croce sono pietre d'inciampo. Si tratta dello

stesso mistero, ed esso non cessa di essere occasione di divisione: «Forse anche voi volete andarvene?» (Gv 6,67): questa domanda del Signore continua a risuonare attraverso i secoli, come invito del suo amore a scoprire che è lui solo ad avere «parole di vita eterna» (Gv 6,68) e che accogliere nella fede il dono della sua Eucaristia è accogliere lui stesso.

 

L’istituzione dell’Eucaristia: Il Signore, sapendo che era giunta la sua Ora, lavò i piedi ai discepoli e diede loro il comandamento dell'amore. Per lasciare loro un pegno di questo amore e per non allontanarsi mai dai suoi, istituì l'Eucaristia come memoriale della sua morte e della sua risurrezione, e comandò ai suoi apostoli di celebrarla fino al suo ritorno. I tre vangeli sinottici e san Paolo ci hanno trasmesso il racconto dell'istituzione dell'Eucaristia; da parte sua, san Giovanni riferisce le parole di Gesù nella sinagoga di Cafarnao: Cristo si definisce come il pane di vita, disceso dal cielo.

Fate questo in m memoria di me: soprattutto «il primo giorno della settimana», cioè la domenica, il

giorno della Risurrezione di Gesù, i cristiani si riunivano «per spezzare il pane» (At 20,7). Da quei tempi la celebrazione dell'Eucaristia si è perpetuata fino ai nostri giorni, così che oggi la ritroviamo ovunque nella Chiesa, con la stessa struttura fondamentale. Essa rimane il centro della vita della Chiesa[1].

 

Celebrazione della messa: La Liturgia dell'Eucaristia si svolge secondo una struttura fondamentale che si è conservata fino a noi: due grandi momenti: la Liturgia della Parola e la Liturgia eucaristica,  che costituiscono insieme «un solo atto di culto». Non si è forse svolta in questo modo la cena pasquale di Gesù risorto con i suoi discepoli? Lungo il cammino spiegò loro le Scritture, poi, messosi a tavola con loro, «prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro[2]».

 

 

Svolgimento della celebrazione:

-          tutti si riuniscono: li precede Cristo stesso, nella persona del Vescovo e del presbitero, che presiede l’assemblea; tutti hanno parte attiva alla celebrazione, dai lettori ai cantori al popolo intero che celebra il sacrificio eucaristico;

-          liturgia della Parola: comprende gli scritti profetici (AT) e quelli apostolici (NT), ossia le loro lettere e i Vangeli;

-          presentazione dei doni: Fin dai primi tempi, i cristiani, insieme con il pane e con il vino per l'Eucarestia, presentano i loro doni perché siano condivisi con coloro che si trovano in necessità. Questa consuetudine della colletta, sempre attuale, trae ispirazione dall'esempio di Cristo che si è fatto povero per arricchire noi: I facoltosi e quelli che lo desiderano, danno liberamente ciascuno quello che vuole, e ciò che si raccoglie viene depositato presso il preposto. Questi soccorre gli orfani, le vedove, e chi è indigente per malattia o per qualche altra causa; e i carcerati e gli stranieri che si trovano presso di noi: insomma, si prende cura di chiunque sia nel bisogno[3].

 

Anafora o preghiera eucaristica: si articola in diversi momenti:

-          prefazio: è il rendimento di grazie al Padre (è veramente cosa buona e giusta … lodarti e ringraziarti per i tuoi immensi benefici…);

-          epiclesi: si prega il Padre di mandare il suo santo Spirito sul pane e sul vino affinché diventino il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo:

-          racconto dell’istituzione e anamnesi: dal racconto dell’ultima cena la Chiesa fa memoria della passione, della resurrezione e del ritorno glorioso di Gesù Cristo;

-          intercessioni: la Chiesa manifesta che l'Eucaristia viene celebrata in comunione con tutta la Chiesa del cielo e della terra, dei vivi e dei defunti, e nella comunione con i pastori della Chiesa, il Papa, il vescovo della diocesi, il suo presbiterio e i suoi diaconi;

-          comunione: i fedeli ricevono il Corpo e il Sangue di Cristo.

 


 

I vari aspetti del sacrificio sacramentale

 

Azione di grazie: L'Eucaristia è un sacrificio di ringraziamento al Padre, una benedizione con la quale la Chiesa esprime la propria riconoscenza a Dio per tutti i suoi benefici, per tutto ciò che ha operato mediante la creazione, la redenzione e la santificazione. Eucaristia significa prima di tutto: azione di grazie[4].

 

Memoriale: nell’AT, ogni volta che viene celebrata la Pasqua, gli avvenimenti dell'Esodo sono resi presenti alla memoria dei credenti affinché conformino ad essi la propria vita. Nel NT, il memoriale riceve un significato nuovo. Quando la Chiesa celebra l'Eucaristia, fa memoria della Pasqua di Cristo, e questa diviene presente. Nell’Eucaristia Cristo ci dona lo stesso corpo che ha consegnato per noi sulla croce. L'Eucaristia è dunque un sacrificio perché ri-presenta (rende presente) il sacrificio della croce, perché ne è il memoriale.

Da ricordare, infine, che all'offerta di Cristo si uniscono non soltanto i membri che sono ancora sulla terra, ma anche quelli che si trovano già nella gloria del cielo, per questo il sacrificio eucaristico è offerto anche per i fedeli defunti «che sono morti in Cristo e non sono ancora pienamente purificati».

 

Presenza: soprattutto nelle specie eucaristiche. Nel Santissimo Sacramento dell'Eucaristia è «contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con l'anima e la divinità e, quindi, il Cristo tutto intero».

 

Il culto dell'Eucaristia: Nella Liturgia della Messa esprimiamo la nostra fede nella presenza reale di Cristo sotto le specie del pane e del vino, tra l'altro con la genuflessione, o con un profondo inchino in segno di adorazione verso il Signore.

 

La santa riserva (tabernacolo) era inizialmente destinata a custodire in modo degno l'Eucaristia perché potesse essere portata agli infermi e agli assenti, al di fuori della Messa. Approfondendo la fede nella presenza reale di Cristo nell'Eucaristia, la Chiesa ha preso coscienza del significato dell'adorazione silenziosa del Signore presente sotto le specie eucaristiche. Perciò il tabernacolo deve essere situato in un luogo particolarmente degno della chiesa, e deve evidenziare e manifestare la verità della presenza reale di Cristo nel santo sacramento.

«Che in questo sacramento sia presente il vero Corpo e il vero Sangue di Cristo "non si può apprendere coi sensi, dice san Tommaso, ma con la sola fede, la quale si appoggia all'autorità di Dio": Adoro te devote, latens Deitas... Ti adoro con devozione, o Dio che ti nascondi, che sotto queste figure veramente ti celi: a te il mio cuore si sottomette interamente, poiché, nel contemplarti, viene meno. La vista, il tatto e il gusto si ingannano a tuo riguardo, soltanto alla parola si crede con sicurezza: Credo tutto ciò che disse il Figlio di Dio: nulla è più vero della sua parola di Verità.

 

Il Banchetto pasquale: L'altare, che deve essere al centro della chiesa o del presbiterio, e attorno al quale la Chiesa è riunita nella celebrazione dell'Eucaristia, rappresenta i due aspetti di uno stesso mistero: l'altare del sacrificio e la mensa del Signore.

 

La Comunione: Il Signore ci rivolge un invito pressante a riceverlo nel sacramento dell'Eucaristia: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la Carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo Sangue, non avrete in voi la vita» (Gv 6,53). Per rispondere a questo invito dobbiamo prepararci a questo momento così grande e così santo. Davanti alla grandezza di questo sacramento parliamo come il centurione: “o Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato”.

Per prepararsi in modo conveniente a ricevere questo sacramento, i fedeli osserveranno il digiuno prescritto nella loro Chiesa. L'atteggiamento del corpo (gesti, abiti) esprimerà il rispetto, la solennità, la gioia di questo momento in cui Cristo diventa nostro ospite. La Chiesa fa obbligo di ricevere almeno una volta all'anno l'Eucaristia, possibilmente nel tempo pasquale, preparati dal sacramento della Riconciliazione. La Chiesa tuttavia raccomanda vivamente ai fedeli di ricevere la santa Eucaristia la domenica e i giorni festivi, o ancora più spesso, anche tutti i giorni. Infine, anche se la comunione sotto una specie permette di ricevere tutta l’Eucaristia, nella comunione sotto le due specie è più evidente il segno del banchetto eucaristico.

 

Frutti della comunione

 

-          la comunione accresce la nostra unione a Cristo: Ciò che l'alimento materiale produce nella nostra vita fisica, la Comunione lo realizza in modo mirabile nella nostra vita spirituale;

-          la comunione ci separa dal peccato: l'Eucaristia non è ordinata al perdono dei peccati mortali. Questo è proprio del sacramento della Riconciliazione. Il proprio dell'Eucaristia è invece di essere il sacramento di coloro che sono nella piena comunione della Chiesa;

-          l’eucaristia fa la Chiesa: man giamo un unico pane;

-          l’eucaristia ci impegna nei confronti dei poveri: sono essi il volto di Cristo in terra;

-          l’eucaristia richiama l’unità dei cristiani.

 

 

Eucaristia: pegno della gloria futura

L’eucaristia è anticipazione della gloria futura del cielo. La Chiesa sa che, fin d'ora, il Signore viene nella sua Eucaristia, e che egli è lì, in mezzo a noi. Tuttavia questa presenza è nascosta. E' per questo che celebriamo l'Eucaristia nell'attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo»., chiedendo «di ritrovarci insieme a godere della tua gloria quando, asciugata ogni lacrima, i nostri occhi vedranno il tuo volto. Di questa grande speranza non abbiamo pegno più sicuro, né segno più esplicito dell'Eucaristia.

 


 


[1] CCC 1343

[2] Lc 24,30: la cena di Emmaus

[3] San Giustino, Apologia I,67.

[4] CCC 1360

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