Apostoli della Divina Misericordia

Sito della Associazione Apostoli della Divina Misericordia con Maria Regina della Pace O.N.L.U.S.

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Apostoli della Divina Misericordia con Maria Regina della pace

L'Eucarestia

Messaggio del 25 settembre 1995

 

 

Cari figli! Oggi v'invito ad innamorarvi del Santissimo Sacramento dell'altare. Adoratelo nelle vostre parrocchie, figlioli e così sarete uniti con tutto il mondo. Gesù vi diventerà amico e non parlerete di lui come di qualcuno che conoscete a mala pena. L'unità con Lui sarà per voi gioia e diventerete testimoni dell'amore che Gesù ha per ogni creatura. Figlioli quando adorate Gesù siete vicini anche a me. Grazie per aver risposto alla mia chiamata! (video

 

 

 

   

 

 

PREGATE E "CELEBRATE" COL CUORE

 

 ....L'invito è chiarissimo: quando pregate, pregate col cuore! E così quando vi recate a Messa, partecipate col cuore.
È giustificata l'esortazione ed il suo contenuto. Fare qualcosa col cuore significa semplicemente farla con amore, farla con dedizione, dignità e raccoglimento. Si dice spesso, nella nostra vita quotidiana, che qualcuno ci ha accolto "di cuore", con "tutto il cuore", oppure che abbiamo ricevuto qualcuno, lo abbiamo salutato o aiutato "con tutto il cuore". E, in questo modo, esprimiamo un atteggiamento di profonda amicizia e di amore. Il cuore infatti è sinonimo di amore ed amicizia, ma anche di vita interiore e di partecipazione. Inoltre, pregare e celebrare col cuore significa anche farlo gratuitamente, e ciò implica, ancora una volta, senza costrizione alcuna, volentieri! In tal modo si esclude qualsiasi sentimento di noia o di perdita di tempo.

 

 


È molto importante sottolineare che pregare o celebrare col cuore non significa "essere sempre fermamente pronti allo stesso modo". Ciò non dipende dai nostri sentimenti, bensì dal nostro atteggiamento interiore. Talvolta questo atteggiamento, a seconda delle circostanze della vita, può essere accompagnato da sentimenti di gioia, ma talvolta può esserne privo. Il valore della preghiera non dipende da quello che si sente. Spesso infatti ci rimangono soltanto il desiderio o la voglia che ci consentono di compiere tutti gli sforzi per realizzare qualcosa.
Se ad esempio una mamma veglia tutta la notte il figlio ammalato, lo fa esclusivamente per amore e non viene risparmiata nè dalle difficoltà, nè dalle preoccupazioni, nè dalla stanchezza. Al contrario, l'amore si dimostra meglio in queste circostanze, quando insorgono delle difficoltà nel continuare ad agire con amore. Nel caso in cui l'amore dipenda invece dai sentimenti, esso non sarebbe neppure degno di essere definito tale. Nella vita spirituale, le difficoltà nel pregare e nel celebrare la Messa possono essere prove in mezzo alle quali bisogna proseguire il cammino e non cambiare strada. Molti hanno abbandonato la preghiera e la Messa perché hanno incontrato difficoltà ed invece di risolverle, come normalmente si fa nella vita, essi le hanno accantonate. La preghiera e la celebrazione col cuore si evidenziano proprio dal principio. Infatti dal modo in cui salutiamo qualcuno, gli porgiamo la mano, parliamo o decidiamo si può dire se lo facciamo col cuore. Così dal modo in cui si entra in chiesa, ci si inchina, ci si fa il segno di croce, ci si siede o ci si alza, ci si inginocchia o si fa la comunione o si esce dalla chiesa è possibile vedere immediatamente con quanto amore e rispetto tutto ciò venga fatto.

 

La Madonna vuole che tutto venga fatto col cuore, e questo significa con "sempre maggior amore"!
Molti credenti si recano alla S. Messa solo la Domenica, pertanto durante la settimana hanno questo unico appuntamento con Cristo nel Sacrificio della Messa. Ma ogni incontro richiede una particolare preparazione. Al momento della Messa, Dio ci parla con le letture della Bibbia, Cristo si sacrifica sull'Altare per noi, è presente nel pane ed in questo modo si offre a noi nell'Eucaristia. Quest'ultima è un misterioso incontro dell'anima e del cuore con il Dio invisibile.
Per questa ragione l'anima ed il cuore devono essere pronti, sentire questa presenza che si manifesta semplicemente nel pane e nel vino ed ascoltare il "silenzio divino" col quale Dio intende parlarci e curarci. In ogni caso, si tratta di un incontro col Dio vivente per mezzo di Gesù Cristo.
Cristo è pronto ad incontrarci e a renderci felici con un amore sempre uguale. L'esperienza del "convegno" dipende dalle parti che vi intervengono. Entrambe devono essere sulla stessa lunghezza d'onda ed essere disponibili all'amore reciproco. Se ciò non avviene, non ci sarà neppure l'Incontro.
La preparazione alla visita di Cristo deve avvenire nella preghiera, nella lettura delle Sacre Scritture, nelle buone azioni fatte consapevolmente e in un lavoro consapevole, svolto con la coscienza, secondo la possibilità che Dio ci ha dato di collaborare con Lui. Se questa coscienza venisse a mancare e se "il credente non vive in questo stato", ma lavora, corre e vive per tutta la settimana nell'affanno, assillato da più parti, senza pregare e senza leggere la Parola del Signore, allora il suo appuntamento domenicale resterà deludente. Infatti con tutta la buona volontà, quest'uomo non potrà vivere l’incontro col Dio vivente, nè ascoltare la Sua parola, nè riconoscere la Volontà di Dio. Egli continuerà a rimanere insensibile dinanzi alla celebrazione della Messa ed estraneo agli eventi. Da questo infatti ne consegue che molti fedeli vadano regolarmente a Messa, per tutta la vita, senza cambiare nulla, nel corso di questa. Oppure notano talmente poco i frutti del sacrificio eucaristico al punto da non capire essi stessi perché vadano a Messa. E allora ne deriva quell'atteggiamento fariseo secondo cui, per gli uomini, è più importante rispettare l'obbligo domenicale e "andare a Messa" che chiedersi piuttosto: In che modo partecipo all'incontro con Cristo e cosa devo fare affinchè Messa dopo Messa quest'incontro diventi gioioso?

 


Molti credenti si recano sempre più a Messa senza alcuna preparazione ed arrivano all'ultimo minuto, quando questa sta per iniziare. Impreparato ad entrare nel mistero della presenza divina nella celebrazione, un simile credente è sempre esposto al grande pericolo che per lui la Messa sia lunga e noiosa, che non gli piacciano il sacerdote, l'omelia, i canti o qualcos'altro. Per gli stessi motivi, fugge dalla chiesa non appena viene impartita la benedizione. Appena uscito, avrà tempo per stare con gli amici, parlare o passeggiare. In realtà accade raramente che si continui a parlare dei pensieri che la parola di Dio ha svelato quel giorno.
Se il credente inizierà così ad "andare a Messa" in tutta fretta e di corsa, tanto per rispettare una regola: allora nulla accadrà in lui.
Quando i nostri incontri con Cristo, ovvero la S. Messa, diventeranno un incontro gioioso, una via d'incontro dell'amore reciproco e di quello collettivo nei confronti di Cristo, quando inizierà ad esistere una vera gratitudine reciproca e nei confronti di Cristo, allora avverranno le cose che noi auspichiamo. Gli uomini torneranno a celebrare la Messa quando coloro che vanno a Messa cambieranno; quando i credenti torneranno pieni di gioia e si aiuteranno reciprocamente, allora gli uomini torneranno a quella felicità che Dio solo può dare. Quando quelli che tornano dalla Messa, profondamente trasformati da quanto accade durante la celebrazione, cercheranno il perdono di coloro che li hanno offesi o che essi hanno offeso, la gente tornerà a Messa.

 

Quindi, anche coloro che non vanno più a Messa non hanno rinnegato Dio, nè hanno rinnegato quello che il Signore Dio promette o dà; essi hanno rinnegato parzialmente o completamente la comunità con le persone che dicono di celebrare ma che non lo fanno, che fanno finta di perdonare, ma non perdonano, che si decidono a fare del bene e spesso ritornano al male, che fanno finta di cercare il regno dei cieli e rimangono in quello dell'odio e del disordine, servendo, con le proprie opere, le tenebre.......


 
 
(padre Slavko Barbaric - "Celebrate la Messa col cuore")

 

 

 

 

 

 

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"Cari figli! Con gioia invito tutti voi, figlioli, che avete risposto alla mia chiamata, ad essere gioia e pace. Con le vostre vite testimoniate il Cielo che vi porto. È l'ora, figlioli, di essere il riflesso del mio amore per tutti coloro che non amano e i cui cuori sono conquistati dall'odio. Non dimenticate: io sono con voi e intercedo per tutti voi presso mio Figlio Gesù affinché vi doni la Sua pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

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